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Per aziende della provincia di Verona

Assistenza informatica per aziende: qualcuno che risponde, e che se ne accorge prima

Un contratto di assistenza serve a due cose. La prima è avere un numero da chiamare quando il server non parte. La seconda, che vale di più, è non arrivare a quel lunedì mattina.

Il problema vero non è il guasto: è non saperlo

Quasi tutte le aziende con cui ho cominciato a lavorare avevano la stessa situazione di partenza, e non era un disastro: era un silenzio. Il server andava, quindi nessuno lo guardava. Il backup c'era, e nessuno aveva mai provato a rimetterlo a posto. Il disco stava morendo da quattro mesi e lo diceva a nessuno, perché nessuno leggeva quel registro. Il firewall era quello che aveva lasciato il tecnico precedente, con delle regole che nessuno sapeva più a cosa servissero.

Un guasto in questa situazione non costa la riparazione: costa i due giorni in cui non si fattura, i dati dell'ultimo mese che non tornano, e la scoperta che la copia di sicurezza si era rotta in silenzio a marzo. Il lavoro dell'assistenza è togliere il silenzio: sapere in che stato sono le macchine, accorgersi delle cose che stanno peggiorando, e avere già pronta la strada per tornare indietro.

Che cosa comprende, prestazione per prestazione

Le voci qui sotto sono quelle che rientrano in un contratto di assistenza. Non è un elenco di categorie: è quello che si fa davvero, e se una cosa non serve alla tua azienda si toglie e non la paghi.

  • Server: controllo dello stato dei dischi e della memoria, aggiornamenti fatti in finestre concordate, spazio disco tenuto d'occhio prima che finisca, registri di sistema letti invece che lasciati crescere.
  • Backup: copie automatiche, tenute anche fuori dalla sede, e almeno una prova di ripristino all'anno con l'esito scritto. Una copia mai provata non conta.
  • Rete: cablaggio, apparati, reti separate per gli ospiti e per i dispositivi che non devono vedere i dati aziendali, firewall con regole che hanno un motivo scritto.
  • Postazioni di lavoro: installazione, sostituzione, aggiornamenti di sistema, stampanti di rete, il computer nuovo che arriva già pronto con dentro le cose di chi lo usa.
  • Posta elettronica: caselle, domini, migrazioni da un fornitore all'altro fatte senza perdere l'archivio, e le voci tecniche che fanno finire le email nello spam messe a posto.
  • Sicurezza di base: accessi separati per persona, password che non sono le stesse su tutto, aggiornamenti applicati, e la spiegazione di cosa si è fatto in modo che si capisca.
  • Hardware: preventivi per sostituzioni e ampliamenti, con la macchina giusta per quel lavoro e non quella con la scheda migliore in vetrina.
  • Documentazione: alla fine di ogni lavoro resta scritto cosa c'è, dove, e con quali credenziali. È la cosa che ti rende libero di cambiare fornitore, e per questo la scrivono in pochi.

Come può funzionare il contratto

Tre forme diverse, e la differenza non è il prezzo: è chi si prende il rischio di quanto durerà il lavoro.

  • A chiamataSi paga l'intervento quando serve. Va bene per chi ha poche macchine e una tolleranza alta ai fermi: il rovescio della medaglia è che nessuno guarda niente fra un intervento e l'altro, quindi i problemi si scoprono quando sono già problemi.
  • A monte oreSi compra un pacchetto di ore da consumare durante l'anno, a una tariffa più bassa di quella a chiamata. Dentro ci sta sia il guasto che il controllo periodico, e le ore consumate sono sempre visibili: sai quante ne restano senza doverlo chiedere.
  • A canoneUna cifra fissa al mese che comprende il controllo continuo delle macchine, gli aggiornamenti, i backup e un numero di interventi. È la forma che conviene a chi non può permettersi fermi, perché sposta il lavoro dalla riparazione alla prevenzione.

Come si apre una richiesta

Si scrive o si telefona, e si dice tre cose: quale macchina, cosa fa, da quando. Non serve sapere come si chiama il problema, serve sapere cosa hai visto.

Le richieste che bloccano il lavoro di qualcuno passano davanti a tutto il resto: è l'unica priorità che conta davvero. Quando è possibile si comincia da remoto, perché si parte in dieci minuti invece che il giorno dopo, e sul posto si va quando il problema è fisico o quando va guardato ciò che c'è intorno alla macchina.

Quando serve un programma, non una riparazione

Capita spesso, e vale la pena dirlo qui. Metà dei problemi che sembrano informatici sono in realtà lavori fatti a mano che nessuno ha mai automatizzato: il foglio di calcolo che tre persone si passano per email, i dati ricopiati da un programma all'altro, il documento compilato ogni volta da zero.

In quei casi l'assistenza non risolve niente, perché non c'è niente di rotto. Serve un programma, e si può scrivere su misura senza cambiare i programmi che già usi: nella maggior parte dei casi si aggiunge un pezzo che fa la cosa noiosa, non si sostituisce tutto.

Domande che mi fanno le aziende

Abbiamo già un fornitore: cambiare è un casino?

È la preoccupazione giusta, perché il passaggio è il momento in cui si perdono le cose. Si fa così: prima si scrive cosa c'è — macchine, servizi, credenziali, chi fornisce cosa — poi si cambia un pezzo alla volta, tenendo il vecchio acceso finché il nuovo non è stato verificato.

Nessun passaggio avviene perché una data era arrivata: avviene quando si è controllato che la cosa nuova funziona davvero, con i dati veri dentro.

I nostri dati chi li vede?

Per lavorare su un server o una postazione serve accedervi, e questo non si può aggirare. Quello che si può fare, e che faccio, è: accessi separati e nominali invece di una password condivisa da tutti, nessuna copia dei tuoi dati portata fuori senza che tu lo sappia e sappia dove, e tutto quello che viene fatto scritto da qualche parte che puoi leggere anche tu.

Quanto durano i vostri interventi?

Dipende dal guasto, ma il numero che conta non è quello: è quanto ci vuole prima che qualcuno cominci a guardarci. Un disco che muore con un backup verificato è una mezza giornata; lo stesso disco senza backup è una settimana e una parte di dati che non torna.

Siamo in tre: siamo troppo piccoli?

No, cambia la forma. Con tre postazioni un canone mensile non ha senso e non te lo propongo: ha senso un pacchetto di ore e un controllo un paio di volte all'anno, più un backup fatto bene, che è la cosa che in un'azienda piccola manca quasi sempre.

I computer e i server li fornite voi?

Si fa il preventivo e li si compra, oppure li compri tu dove preferisci e li configuro io: non ci sono marche da vendere per contratto, quindi il consiglio non ha secondi fini. La macchina giusta è quella che regge il lavoro per il tempo che ti serve.

Partiamo da una fotografia di quello che avete

Un giro delle macchine e dei servizi, con in mano un foglio che dice cosa c'è, cosa sta peggiorando e cosa è scoperto. Da lì si decide se serve un contratto e di che tipo, oppure se bastano due interventi e ci si rivede fra un anno.