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Comuni, uffici pubblici e comandi di polizia locale

Assistenza informatica per enti pubblici: il vincolo non è il prezzo, è che l'ufficio apra lunedì

In un Comune il computer fermo non fa perdere una commessa: fa tornare a casa un cittadino. È un mestiere diverso da quello aziendale, e va fatto con procedure diverse.

In che veste lavoro con la pubblica amministrazione

Su due strade. La prima è diretta, con l'ente che si rivolge ad ArkSystems per l'assistenza ai propri sistemi. La seconda, che è quella su cui oggi passa la parte più consistente del lavoro pubblico, è un incarico come tecnico, consulente e formatore per conto di una società iscritta al MEPA, con attività presso comandi di polizia locale in diverse regioni italiane.

Di quei lavori non pubblico nomi né dettagli, e non è modestia: sono uffici che trattano dati di cittadini, e il funzionamento interno dei loro sistemi non è materiale da pagina pubblicitaria. Un fornitore che espone i dettagli tecnici dei propri clienti pubblici sta dicendo, senza accorgersene, come si entra. A un ente che valuta, le referenze le fornisco per iscritto nella forma che serve alla sua istruttoria.

Che cosa serve davvero a un ufficio pubblico

Le esigenze che vedo ricorrere, in ordine di quanto pesano quando qualcosa va storto.

  • Continuità: lo sportello deve aprire. Un guasto che in un'azienda significa un rinvio, in un ufficio pubblico significa cittadini rimandati indietro e scadenze di legge che non aspettano.
  • Riservatezza: accessi nominali invece di password condivise da tutto l'ufficio, permessi dati per ruolo, e tracciabilità di chi ha fatto cosa. È la differenza fra poter rispondere a una contestazione e non poterlo fare.
  • Copie di sicurezza che esistono davvero: fuori dalla sede, automatiche, e con almeno una prova di ripristino documentata. Un backup mai provato, in un ente, è un rischio che qualcuno ha firmato senza saperlo.
  • Ricambio del personale: chi arriva deve trovare scritto come funziona. Le configurazioni che vivono nella testa di una persona sola sono il problema numero uno della continuità negli enti piccoli.
  • Formazione: quasi tutti gli incidenti veri nascono da un gesto di una persona, non da un guasto. Mezza giornata fatta bene con chi ci lavora vale più di un apparato comprato.
  • Documentazione per gli adempimenti: quello che si fa deve poter essere descritto a chi controlla, in un linguaggio che il controllo capisce.

Come lavoro con gli enti

  • Si parte da una ricognizione scrittaCosa c'è, dove, con quali credenziali, chi fornisce cosa, cosa è scoperto. È un documento che resta all'ente, non a me: è la cosa che lo rende libero di cambiare fornitore, ed è esattamente per questo che quasi nessuno la consegna.
  • Ogni intervento lascia una tracciaCosa è stato fatto, su quale macchina, quando e perché. Serve a chi verrà dopo, serve all'ufficio quando deve rispondere a qualcuno, e serve a me per non dover ricostruire a memoria un lavoro di otto mesi fa.
  • I fermi si concordano, e c'è sempre la strada di ritornoNessun aggiornamento parte in orario di sportello se può fermare il servizio, e prima di cominciare esiste già il modo di rimettere le cose com'erano. È una regola operativa, non una cortesia.
  • La formazione è parte del servizioLe persone che usano il sistema devono sapere come funziona e come si riconosce una cosa che non va. Faccio formazione al personale come parte del lavoro, non come corso a parte da vendere.

Sulle sigle, e su cosa vuol dire prenderle sul serio

Chi valuta un fornitore per un ente si trova davanti un elenco di sigle: GDPR, NIS2, CAD, le linee guida AGID, e talvolta ISO 27001. Il modo onesto di parlarne è questo.

Le misure tecniche che quelle norme chiedono — accessi separati e tracciati, dati cifrati dove serve, copie fuori sede, aggiornamenti applicati, ruoli e permessi scritti — sono misure che vanno fatte comunque, perché servono anche quando nessuno controlla. Su quelle il lavoro c'è, e si documenta.

Quello che non c'è, non lo faccio intendere. ArkSystems è un'attività individuale: non ha una certificazione ISO 27001, e chi ti dice il contrario senza mostrarti numero e ente certificatore ti sta raccontando qualcosa. Sulla parte MEPA la forma è quella scritta sopra: l'incarico è come tecnico, consulente e formatore per conto di una società iscritta. Se per la tua procedura serve un soggetto con requisiti che io non ho, te lo dico al primo colloquio invece che al terzo.

Domande che fanno gli uffici

Lavorate solo in provincia di Verona?

Per l'assistenza sistemistica sul posto il raggio è di circa cento chilometri da Sona. Gli incarichi di consulenza e formazione presso comandi di polizia locale si svolgono invece in diverse regioni italiane, perché lì la parte sul posto è concentrata in giornate programmate e il resto si fa a distanza.

Come si formalizza l'incarico?

Dipende dall'importo e dalla procedura che l'ente usa: affidamento diretto, richiesta di offerta sul mercato elettronico, o subappalto tecnico dentro a un contratto già in essere della società per cui opero. Al primo colloquio si capisce quale delle tre è la strada praticabile nel vostro caso, e se non lo è nessuna lo si dice subito.

Chi risponde quando si guasta qualcosa?

Io. Non c'è un centralino che smista a un tecnico diverso ogni volta, e questo per un ufficio pubblico è un vantaggio pratico: chi arriva sa già com'è fatto il vostro sistema e non ricomincia da capo la diagnosi.

I nostri dati escono dall'ufficio?

No, se non per necessità tecnica dichiarata e concordata. Quando un dato deve essere spostato per forza — per esempio per una migrazione — si scrive prima dove va, per quanto tempo ci resta e quando viene cancellato, e la cancellazione viene verificata.

Fate anche formazione al personale?

Sì, ed è una delle tre voci del mio incarico attuale nel settore pubblico insieme alla parte tecnica e alla consulenza. La formazione utile è quella fatta sulle macchine che le persone usano davvero, non su diapositive generiche.

Se state valutando un fornitore

Scrivetemi dicendo che cosa avete e che cosa vi manca. Rispondo dicendo cosa posso fare io, cosa non posso fare, e con quale forma contrattuale — prima di qualunque incontro.