Salta al contenuto

Una persona, non un centralino

Chi viene quando chiami

ArkSystems è l'attività di Lucio Angeli. Non c'è un ufficio commerciale che prende l'ordine e un tecnico diverso ogni volta: chi risponde, chi fa il preventivo e chi mette le mani sulla macchina sono la stessa persona.

Oltre 20 annidi mestiere da sistemista
2018apertura dell'attività
Sona (VR)sede

Il percorso, in breve

Ho cominciato a fare il sistemista a diciotto anni, e da allora non ho fatto altro: sono oltre vent'anni di mestiere, passati quasi per intero sulle macchine invece che a parlarne. ArkSystems è nata nel 2018 come attività mia, con sede a Sona, in provincia di Verona.

Il lavoro si è sempre mosso su due gambe. Da una parte i sistemi: server Linux e Windows, Mac, reti, postazioni, posta, backup — la parte che deve stare in piedi perché il resto funzioni. Dall'altra lo sviluppo: quando davanti a un problema la risposta giusta non era comprare qualcosa ma scriverlo, l'ho scritto.

Le due cose insieme sono il motivo per cui questa attività esiste, e non è una frase da brochure: chi fa solo assistenza, davanti a un problema che si risolverebbe con venti righe di programma, dice che non si può fare; chi scrive solo software consegna un programma perfetto e poi non sa perché sulla macchina del magazziniere non parte. Facendo entrambe le cose, il problema lo si prende dalla parte da cui conviene.

Che cosa vuol dire, in pratica, che è un'attività individuale

Vuol dire tre cose concrete, e due sono vantaggi.

Il primo: chi arriva conosce già il vostro sistema. Non ricomincia la diagnosi da capo perché l'ultima volta era venuto un altro, e non vi fa rispiegare la stessa cosa per la terza volta.

Il secondo: chi vi dice il prezzo è chi fa il lavoro. Non c'è un venditore che promette una cosa e un tecnico che poi scopre che non era così, che è l'origine della metà dei rapporti finiti male in questo settore.

Il terzo, che è il limite ed è giusto dirlo: sono una persona sola. Non posso essere in due posti nello stesso momento, e un'azienda che ha bisogno di un presidio fisso tutti i giorni ha bisogno di una struttura diversa dalla mia. Quando è così lo dico al primo colloquio, invece di prendere il lavoro e farlo male.

Anche nel pubblico

Oltre al lavoro diretto con aziende e privati, opero come tecnico, consulente e formatore per conto di una società iscritta al MEPA, con incarichi presso comandi di polizia locale in diverse regioni italiane.

Di quei lavori non pubblico nomi né dettagli tecnici: sono uffici che trattano dati di cittadini, e come sono fatti dentro i loro sistemi non è materiale da mettere su una pagina pubblica. A un ente che sta valutando, le referenze le fornisco per iscritto nella forma che serve alla sua istruttoria. Il resto è nella pagina dedicata agli enti pubblici.

Le regole che seguo, e da dove vengono

Non sono principi: sono cose scritte, imparate quasi tutte sbagliando, e le applico sui miei sistemi prima che sui vostri.

  • Prima di toccare, si guardaNiente interventi a tentoni. Quando qualcosa non funziona si leggono i registri e poi si decide, perché l'alternativa — provare cose finché una funziona — lascia dietro di sé un sistema che nessuno sa più com'è configurato.
  • Un backup che nessuno ha mai provato a rimettere non è un backupÈ una speranza. Prima di qualunque operazione che possa distruggere dei dati si fa la copia e la si verifica, e la prova di ripristino si fa su una macchina usa e getta, non su quella vera.
  • Non si cancella mai niente che c'era primaSu un file che esiste già si aggiunge la riga che serve, non si sostituisce il file. Chi sostituisce porta via cose che non ha messo lui e di cui non conosce il motivo, e il danno si scopre settimane dopo quando nessuno collega più le due cose.
  • Non si fanno lavori a metàUna cosa nuova entra dentro alla struttura che c'è, non accanto. La scorciatoia — scrivere una seconda strada per il caso nuovo — funziona il primo giorno e fra un mese è già diversa dall'originale, perché chi corregge la prima non sa che esiste la seconda.
  • Se c'è un errore lo devi sapere, non supporloOgni lavoro finisce con una verifica che distingue senza dubbi l'andata bene dall'andata male. Un comando che fallisce in silenzio è peggio di un comando che non parte, e un lavoro fatto a metà e dichiarato finito è la cosa che costa di più a tutti e due.
  • Quello che si fa resta scrittoCosa c'è, dove, con quali credenziali, e cosa è stato cambiato. È la cosa che vi rende liberi di cambiare fornitore quando volete, ed è esattamente per questo che quasi nessuno ve la consegna.

Su quello che non faccio

Non vendo marche. Non ho accordi che mi obblighino a consigliare un apparato invece di un altro, quindi quando dico che vi serve quella macchina è perché regge il vostro lavoro, non perché su quella ci guadagno di più.

Non racconto certificazioni che non ho. Se per la vostra procedura serve un soggetto certificato, ve lo dico prima e non dopo la firma.

E non prometto tempi che non posso mantenere. Un'ora è il tempo con cui arrivo sul posto nel raggio dei cento chilometri; se il vostro caso richiede una risposta più stretta di così, la cosa onesta è dirvelo subito.

Se ti serve una mano

Scrivimi raccontandomi il problema come lo racconteresti a voce. Rispondo io, e ti dico cosa si può fare e cosa no.